Brescia

bresciaBrescia, la "Leonessa d'Italia" del Risorgimento, accampa il leone rampante nel suo stemma; attiva e dinamica, si presenta come una città moderna e razionale, che si muove al ritmo scandito soprattutto dal mondo del lavoro. Ma, ad un occhio attento e guidato, rivela nel tessuto urbano le frequenti trasformazioni attuate nel tempo dai suoi abitanti.

Le tracce del passato sono numerose, pregevoli ed uniche e la presenza di notevoli tesori storici ed artistici, di suggestivi angoli e luoghi la rendono centro di grande interesse ed importanza.

Le caratteristiche emergenti e più vistose sono dovute ai cambiamenti attuati tra '800 e '900, ma passeggiare non frettolosamente per il centro di Brescia equivale a sfogliare un libro di storia.
Accanto alle costruzioni più recenti convivono il dinamismo del passeggio elegante, la vivacità colorata e popolare di vicoli e contrade, la voce delle fontane, la maestosità di palazzi ed antiche dimore, la quiete dei chiostri, il silenzio devoto delle chiese, le preziosità racchiuse nei musei.

BRESCIA RICCA DI STORIA

Il Castello di BresciaFra il limite collinare delle Prealpi e della Pianura Padana si ammira la città di Brescia in una posizione particolarmente favorevole per l'insediamento urbano e per le attività industriali, commerciali e turistiche. Abitata fin dall'Età del Bronzo, dai Liguri, poi dagli Etruschi e verso la fine del VII secolo a.C. dai Celti, nel 27 a.C. Brixia conquistò il titolo di colonia romana.

Al declino dell'impero divenne capitale di un ducato longobardo (VII sec. d. C.) con re Desiderio che fondò il Monastero di San Salvatore (oggi di Santa Giulia). Nei suoi chiostri Alessandro Manzoni ambientò la tragedia Adelchi, narrando di Ermengarda, la sfortunata figlia del re andata sposa a Carlo Magno re dei Franchi che poi conquisterà la città. Intorno all'anno 1000, Brescia divenne libero Comune e partecipò alla battaglia di Legnano contro Federico Barbarossa.

In quel periodo un suo cittadino, il frate Arnaldo fu arso sul rogo come eretico in quanto oppositore alla corruzione del clero.

Dopo il '200 la città fu contesa fra Milano e Venezia. Nel 1438 i milanesi assediarono la città e, secondo la tradizione, l'apparizione dei Santi patroni Faustino e Giovita mise in fuga i soldati nemici.

brescia loggiaNel 1512 anche le truppe francesi di Gastone di Foix assediarono Brescia. In questo secolo i pittori Foppa, Romanino, Moretto e Savoldo crearono le opere più famose del Rinascimento bresciano, conservate nella Pinacoteca Civica e nelle chiese cittadine.

Seguì un lungo periodo di pace durante il quale la dominazione veneta favorì a Brescia lo sviluppo delle attività agricole e artigianali, come la produzione delle armi che la resero famosa in tutta Europa. Alla fine del XVIII secolo le truppe francesi guidate da Napoleone posero fine alla dominazione della Serenissima: Brescia fece parte della Repubblica Cisalpina e del Regno d'Italia. Alla caduta di Napoleone la città entrò nei domini asburgici del Lombardo Veneto e, nel periodo risorgimentale durante le Dieci Giornate del 1849, insorse contro gli austriaci conquistandosi l'appellativo di Leonessa d'Italia.

brescia duomoDopo l'unificazione del Regno italiano, il bresciano Giuseppe Zanardelli divenne più volte ministro e capo del governo (1901/1903).

Negli anni '30 con un esemplare intervento di modernizzazione del centro cittadino venne inaugurata piazza della Vittoria, significativa testimonianza delle tendenze urbanistiche del regime fascista.

Dopo la guerra mondiale ebbe inizio un grande sviluppo industriale che la pose fra le più importanti città italiane per le attività economiche. Tra i suoi cittadini più illustri è da ricordare Giovanni Battista Montini divenuto Papa Paolo VI al quale è stata dedicata la piazza del Duomo.

Nell'era contemporanea la parte sud della città denominata "Brescia due" rappresenta un modernissimo slancio verso il futuro.